Svizzera Pesciatina

svizzera pesciatina

Borgo a Buggiano-Svizzera Pesciatina (Pietrabuona 15 min in auto, circa 9 km)

A nord di Pescia, a ridosso dei crinali dell’Appennino Tosco-Emiliano, immersa in una vallata verde e incontaminata, si trova la Svizzera Pesciatina (o Valleriana).
Il nome Svizzera Pesciatina, fu attribuito dall’economista svizzero J. C. L. Simonde de Sismondi nella sua opera “Tableau de l’agriculture toscane” (1801). Il quale, si innamorò di questi luoghi che gli ricordavano la propria patria.
Coloro che hanno rivolto la propria attenzione alla Svizzera Pesciatina hanno da sempre testimoniato la peculiarità di questo territorio, il suo essere intatto, il suo ambiente unico, i suoi paesaggi peculiari e autentici.
Qui, con grande armonia, tra alture, praterie e antichi boschi di castagno, la maestria dell’uomo ha scolpito nei secoli dieci piccoli borghi, chiamati “le castella”: Pietrabuona, Fibbialla, Medicina, Aramo, Sorana, San Quirico, Vellano, Castelvecchio, Stiappa e Pontito.

Scoprire la svizzera pesciatina e seguire l’itinerario de “Le dieci Castella”

Seguendo il corso del fiume Pescia è possibile visitarli tutti. Il primo paese che si incontra lungo la strada è Pietrabuona, definita la porta naturale della Svizzera Pesciatina, si trova arroccato su un’altura boscosa. Si pensa che il nome del borgo derivi dalle cave di pietra serena che sono presenti nei dintorni. Il paese è adesso sede del Museo della Carta, un’importante istituzione che si pone come obiettivo di tramandare e testimoniare una secolare e prestigiosa attività, quella della lavorazione della carta, che in passato ha reso grande nel mondo questo distretto produttivo.
Proseguendo lungo l’itinerario si arriva al paese di Medicina, noto per la sua antica chiesa SS. Sisto e Martino del X secolo.

Riprendendo la strada si raggiunge Fibbialla, immerso tra i vigneti e i castagneti, è tipico per le sue balconate panoramiche. La Chiesa di San Michele Arcangelo, quattrocentesca, segna l’ingresso nel borgo.
Subito dopo Fibbialla, troviamo il castello di Aramo, nel quale è ancora possibile vedere alcune tracce dell’antica cerchia muraria e alcuni cunicoli sotterranei, usati in passato dagli abitanti in caso di assedio per uscire fuori dal borgo.

Seguendo, incontriamo San Quirico, luogo scelto da molti per i loro soggiorni estivi. Caratterizzato da costruzioni in pietra serena e dai resti della cinta muraria e della torre esagonale, risalenti al Duecento.
Scendendo da San Quirico, incontriamo Castelvecchio con la sua antichissima pieve dei SS. Tommaso e Ansano, risalente al IX secolo. Nel centro del paese, sotto la chiesa di San Giovanni Battista, troviamo l’Oratorio del SS. Rosario decorato interamente con episodi della vita di Cristo e della Vergine.

Ritornando sulla via principale, poco dopo si raggiunge il paese di Stiappa, alle pendici del monte Battifolle e anticamente paese di confine tra il Granducato di Toscana e il Ducato di Lucca. Da qui parte anche la Via dei Mulini, che è possibile attraversare passeggiando.

Si prosegue fino a Pontito, la castella più alta della Valleriana con i suoi 750 m. Si caratterizza per la sua forma a ventaglio rovesciato con strade e case che formano vari archi concentrici; al vertice troviamo la Chiesa romanica dedicata ai Santi Andrea e Lucia. È l’unica castella che ha mantenuto intatte tutte le strutture medievali originarie, comprese le quattro porte di entrata nel paese dette “di Sopra”, “di Sotto”, “Michelina” e a “Lucca”.

Scendendo da Pontito si può raggiungere il paese di Sorana, un tempo detto “sovrana” per la sua posizione dominante sulla vallata. Questa castella è famosa in tutto il mondo per la produzione del fagiolo di Sorana IGP, dal gusto delicato, dalla pelle finissima quasi impercettibile dai grandi benefici nutrizionali.
Ogni anno con la raccolta del prodotto, viene organizzata nella piazza del paese la “Festa del Fagiolo” con degustazione del prezioso legume.

Riprendendo la strada che riporta a Pescia, è possibile vedere alcuni degli stabilimenti che venivano utilizzati per la lavorazione della carta; la arteria più importante è stata quella della famiglia Magnani che producevano anche carta moneta per la Zecca italiana.
Proseguendo l’itinerario ci troviamo a Vellano, capoluogo della Valleriana, dal quale è possibile ammirare un bellissimo panorama sulla valle del fiume Pescia. Qui, a Vellano, si trova l’ultima cava di pietra serena ancora operativa: la Cava Nardini. Inoltre, è possibile visitare il Museo storico Etnografico del Minatore e del Cavatore.

Valleriana, Strada della Val di Torbola, Pescia, PT, Italia






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