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Chiesa di Santa Maria in Selva

Un prato luogo di incontri

Poco fuori dal centro storico di Borgo a Buggiano, si trovano la Chiesa di Santa Maria in Selva e il convento dai quali ha preso il nome questa parte del comune che è diventata negli anni zona residenziale.
Sembra che il nome derivi dalla fitta boscaglia circondata dalle acque che ricopriva la zona.
Il convento, fin dalla sua fondazione, dopo il 1260, è sempre stato retto dai padri agostiniani (ancora presenti) i quali abbandonarono le colline e scelsero la pianura vicino alla via Cassia-Clodia all’abitato di Borgo.

Nei secoli ha avuto una funzione religiosa alla quale si è aggiunta quella di aggregazione sociale che ha modellato la viabilità, l’economia e l’urbanizzazione di tutta la zona extraurbana del Comune.
Il caratteristico prato a forma di triangolo, insieme a tutta la costruzione, è stato luogo di incontri, mercati e fiere, e ancora oggi qui si svolge la Fiera di Santa Maria in Selva.
Questa manifestazione era collegata al culto del tabernacolo dell’Annunciazione che era posto davanti alla chiesa, ma ebbe presto anche funzione economica sia per la propensione al commercio dei borghigiani che per la tendenza degli ordini mendicati di avviare rapporti con i mercanti.

Un po’ di storia del convento e della Chiesa di Santa Maria in Selva

La prima notizia delle Fiera risale al 1367, e tra alti e bassi, momenti di decandenza, nell’ ‘800 era di nuovo definita “la Regina di tutte le fiere della Valdinievole” con la presenza di venditori di formaggi frutta secca, giocattoli, ma soprattutto piante ed alberi.
La Fiera si svolge ancora oggi alla fine del mese di marzo.

Della vita che scorreva all’interno delle mura non sappiamo molto, ma sappiamo che nonostante le soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi del 1808 e quelle del governo italiano del 1866, il convento con i suoi padri è giunto fino a noi, grazie all’intervento di Padre Benigno Pera che lo comprò nel 1883 lo salvò e ne preservò la vita monastica. Negli anni successivi fu ampliato e adattato a seminario.

L’esterno

Dell’edificio originario potete vedere alcuni resti di una finestra gotica nel lato nord e nello splendido chiostro rinascimentale, con ampi archi e colonne in pietra.
Il chiostro è detto “del Brunelleschi” per lo stile classico e lineare, nelle forme e nella prospettiva è comunicante con la chiesa.
Nella parete ovest si può vedere la facciata originaria della sala capitolare in stile romanico e tutta in laterizio.
Si pensa che il chiostro sia stato eseguito su progetto di Andrea di Lazzaro Cavalcanti, detto “il Buggiano” appartenente alla scuola del Brunelleschi.

L’interno

L’interno è stato ristrutturato in stile barocco tra gli anni 1642 e 1643, ed è quasi interamente affrescato.
Appena entrati potete osservare sulla destra la cappellina dell’Annunciazione che ha sostituito il tabernacolo esterno alla chiesa.
Sul fondo, ad affresco, si trova una sacra conversazione con finti pilastri grottesche risalente al ‘500 e d’ispirazione raffaellesca. È curioso che sotto si intraveda ancora un’antica sinopia.

Le volte affrescate

Quello che maggiormente colpisce è tutta la parte superiore delle pareti e le volte interamente ricoperte di affreschi attribuiti a Niccolò Nannetti.
Tra tutti, l’occhio cade sull”‘Apoteosi della Madonna” sopra l’altare maggiore. Un’opera molto suggestiva
La madonna, contornata da angeli, col Bambino sulle ginocchia, tiene in mano uno scapolare (simbolo dell’ordine degli Agostiniani).
Molto importanti anche la “Messa di San Nicola da Tolentino”, la “Carità di San Tommaso da Villanova”, “Sant’Agostino e il mistero della SS. Trinità”, il “Miracolo di Cordoba”.
Sul lato destro, durante i lavori di restauro effettuati nel 1952, sono apparsi dei frammenti di affreschi di grande pregio, che risalgono al ‘400.
Nel 2008 è emerso un altro frammento degli affreschi quattrocenteschi, nel quale si vede il Volto Santo di Lucca con il cristo vestito, con a lato un santo ed è testimonianza della devozione per il volto santo in Valdinievole.

Sulla parete interna alla facciata c’è un’opera di Innocenzo Ansaldi che raffigura “Sant’Agostino che trionfa sull’eresia“, ed è collocabile intorno al 1760- 70.

Un bellissimo crocifisso ligneo si trova in sagrestia, con impianto tardo-gotico.

chiostro di santa maria in selva

Parrocchia di S. Maria in Selva – PP. Agostiniani ( fond. 1276 ), Via Livornese di Sopra, Buggiano PT, Italia






Buggiano

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