Piazza del Bestiame

LE CHICCHE DI BICE

Svolazzo spesso lungo il torrente Cessana e, un giorno, ho incontrato rana Gaudenzia che mi ha attaccato bottone e mi ha chiesto: “Ma tanto la conosci anche te la mostra dei Bovini da Ingrasso, vero?!”.

Fino a quel giorno non ne avevo mai sentito parlare, così entusiasta cominciò il racconto: “Eh, non se la ricorda quasi più nessuno. Lì c’erano i buoi in ciccia ed ossa e che prosciutti venivano fuori da quelle cosce!, mica erano disegnati sugli stemmi!“.

La mostra dei Bovini da Ingrasso non era per buongustai ma era una festa, in un periodo di festa. Qui, in piazza Mercato del Bestiame, arricchita a filari di alberi fronzuti ed ombreggianti, il martedì precedente al Natale, era un via vai di gente: commercianti, acquirenti e sensali, cioè coloro che mettevano d’accordo venditore e cliente e che consigliava quest’ultimo nella scelta del bovino migliore.

Gli appassionati, anche solo della frenesia della giornata, si godevano le scena dei vari crocchi che gremivano la piazza: molto divertente era il momento dell’accordo tra i tre, quando, per stipulare il patto, univano le mani, a braccia tese, e le facevano oscillare su e giù fino a che, dopo due o tre scrollate, lasciavano andare le mani e l’affare era fatto, nel trambusto del mercato; quelle contrattazioni erano vere e proprie sceneggiate, assistite da un capannello di persone, che duravano anche diverse ore, e c’era anche chi si faceva copiose risate, come quando scappava un vitello e tutti gli andavano dietro per riacciuffarlo.

Era un clima serio, eh, perché il commercio delle bestie qui era molto antico e rinomato e perché scegliere la bestia giusta era fondamentale per la sopravvivenza della famiglia del venditore, ma era una festa gioiosa.

(testo tratto dal libro “Incontri Magici” di Irene Giacomelli)

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