Un insolito dono delle truppe napoleoniche

LE CHICCHE DI BICE


Dopo che sul trono francese si sono succeduti Luigi XIV, Luigi XV e Luigi XVI, la prozia della nonna del cugino della sorella del mio trisnonno decise di mettere questo nome anche al rondinino che aveva covato.

Non fu un granché di buon auspicio, perché l’ultimo re Luigi di Francia è andato a finire sotto la ghigliottina e il figlio della mia parente aveva problemi di volo e passava le giornate con il becco infilato nelle carte dell’archivio storico del comune di Buggiano.

Un giorno, capitò che lo sentirono gridare, starnazzare, nitrire, frinire, insomma si mise a fare un fracasso infernale solo perché aveva trovato una palla di archibugio, cioè un proiettile. La mamma accorse preoccupata perché pensava che fosse ferito, invece, scoprì che Luigi, il rondinino, aveva scoperto nel fascicolo dei saldi dell’anno 1672 una pallottola francese. Lei era entusiasta per il ritrovamento perché era un’appassionata di storia francese ed un essere molto curioso. Si avvicinò al figlio e lo abbracciò ringraziandolo per aver ritrovato il proiettile che il 5 maggio 1799 perforò il telaio di una finestra del palazzo comunale.
“Mamma,” – chiese Luigi – “cosa successe quel giorno?”
“Vorrai dire cosa non successe, fortunatamente. Ora ti racconto: il generale Napoleone Bonaparte aveva già occupato tutta la penisola italiana e il Capitano Paccioni, a capo delle truppe francesi, voleva occupare tutta la Valdinievole.

Appena i Borghigiani seppero che i soldati marciavano verso il paese armati anche di due cannoni, chiusero lesti le porte del paese e si prepararono dall’interno ad attaccare e a resistere.”
“Mamma, ma tu hai avuto paura?”
“Certo, ma non ci pensavo perché con la paura il corpo e la mente si bloccano ed invece, mi dovevo procurare scorte di cibo e nasconderti, eri ancora così piccolo!”
“Allora, cos’hai fatto?”
“Quello che dovevo: come gli altri abitanti tiravano giù dalle loro finestre proiettili, acqua bollente ed oggetti vari, anch’io buttavo giù dal nido sassi e terra. Sono volata anche in chiesa a dire una preghiera al SS. Crocifisso e poi ho sperato che andasse tutto bene. La sera, del 4 maggio, però, la speranza era quasi completamente svanita, perché fuori dalle mura del Borgo i soldati francesi raccolsero alcuni morti e feriti del loro esercito e il Capitano Paccioni ordinò che il giorno dopo il paese sarebbe stato distrutto coi cannoni. Ti ho stretto forte forte tra le mie ali ed ho sperato che arrivasse una buona notizia, e così è stato.”
“Mamma, come può aver cambiato idea lo spietato Capitano?”
Un gruppo di autorevoli Borghigiani si recò dal Capitano e gli offrì una grossa somma di denaro e lo convinsero a non vendicarsi. Ricorda: mai dire mai!
“Mamma, ho capito: da domani, proverò a volare finché non ci riuscirò, può sempre arrivare una buona notizia, vero?!”

(testo di Irene Giacomelli)

    Buggiano

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