Il miracolo del Crocifisso

Il 18 Agosto è uno dei giorni più torridi dell’anno, non si riesce ad appoggiare le zampette né sui tetti, né sui fili della luce, tanto meno sui cornicioni avvampati. Ma per il Borgo è sempre stato, dal 1400 il giorno più atteso dell’anno, perché si celebra il patrono, ricordando il miracolo del SS. Crocifisso che versò sangue, proprio in quella data del 1399. Non lo sapete? Allora, ve lo cinguetto io, perché questa è sempre stata la storia più gettonata dai nostri antenati.

Già da tempo, ormai, si scornavano i Guelfi, che sostenevano il Papa, ed i Ghibellini, che erano dalla parte dell’Imperatore, perché entrambi volevano detenere il primato di essere il numero Uno. Molto tempo perdurò questa noiosa novella dello stento e si ampliò anche ai sostenitori del Papa ed ai sostenitori dell’Imperatore ed allora, in tutta Europa, ma anche qui in Valdinievole, ci fu una lunga lotta tra Guelfi e Ghibellini: e prima vinsero gli uni e poi vinsero gli altri, e dopo primeggiarono gli altri e poi gli uni, un tira e molla continuo come una logorante partita di ping pong.

Candida, la nonna della bisnonna della cognata del fratello del bisnipote della suocera del genero
del cugino di quarto grado del mio trisavolo cinguettava sempre che nell’aria, quando era in volo, sentiva l’odore dell’odio. Pensate che, per vari motivi, anche non seri, si incattivivano i genitori contro i figli, si accendeva l’astio fra fratelli e si portavano rancore i parenti e i vicini di casa. Successe, poi, che la Chiesa di San Pietro, quella in centro al Borgo, davanti al palazzo comunale, non aveva il parroco; ne fu nominato uno che veniva da San Miniato, di nome Don Niccolò, ma non piaceva a molti in paese, sicché si colse l’occasione per aprire nuovamente uno scontro.

La Signoria di Firenze, sotto il cui potere si trovava il comune di Buggiano, mandò addirittura dei soldati che occuparono la Chiesa e tutto il paese. In aggiunta all’odio, durante i voli tra un nido ed un altro, Candida attraversava coltri spesse di tensione; si sentiva a disagio, aveva paura, oltre a provare rammarico e nostalgia della serenità perduta. I borghigiani ricevettero come pena quella di donare un enorme cero alla Signoria di Firenze, ogni anno, per la festa di San Giovanni.

Dopo ciò, per pochissimi giorni, i cittadini sembravano riappacificati, ma non fu così, perché gli uni gli altri si rinfacciavano la colpa di quanto successo. Insomma, sembrava che avessero perso la testa, come bestie selvatiche, spiritate ed assetate di sangue, senza guardare in faccia nessuno si uccidevano nelle strade e nelle piazze, arrossate da copiose gore di un improvviso Flagetonte. Candida, dopo quel giorno, si ammalò e, in preda al delirio, ripeteva senza sosta: sangue rosso inferno, sangue rosso inferno, sangue rosso inferno…

In lacrime, alcune donne corsero in Chiesa a pregare il Crocifisso e a supplicarlo che i loro cari fossero liberati da quell’odio cieco che li rendeva biechi e disumani. Candida, che aveva assistito a quel disperato gesto delle borghigiane, raccontò a sua madre, quella sera stessa, appena rientrata nel nido, che si emozionò moltissimo per quello che vide: la sincera preghiera delle donne e, ancor più, la prodigiosa risposta del Santissimo Crocifisso che si cosparse di sangue uscito dalla fronte, dal petto dalle mani e dai piedi.

Si gridò subito al miracolo, che, poi, fu riconosciuto anche dal Papa, e tutti entrarono in Chiesa a constatare la potenza del messaggio che, attraverso la statua lignea, Dio aveva comunicato.

Gli animi dei borghigiani, inondati di lacrime di pentimento, tornarono pacifici, sereni ed umili. Dall’anno successivo, il 18 agosto 1400, anche se Candida non c’era già più, si cominciò a celebrare solennemente il miracolo e ad onorare con devozione il SS. Crocifisso, tutt’ora da ammirare e venerare nella Chiesa di San Pietro.

(testo di Irene Giacomelli)

    Buggiano

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