Sapete quante volte ho cercato di spiegare a mio nipote, figlio di mia sorella piccola che Piazza del
Grano
non ha questo nome perché ci coltivavano il grano!!! Mi sono sgolata, ma nulla, non gli entra
nella testa. Provo con voi, sicuramente siete meno distratti di lui.

In realtà, questo spazio non è nato come piazza pubblica, perché era il chiostro del Monastero delle monache di Santa Marta; infatti, sul retro del colonnato, c’è ancora la Chiesetta di Santa Marta e questi edifici attorno, che, ora,
ospitano gli uffici del comune e la biblioteca, erano, di dimensioni più ridotte delle attuali, gli alloggi e gli spazi dove vivevano le monache che facevano anche le maestre.

Il convento, fondato nel 1517, è stato intitolato a Santa Marta, che è la protettrice dei pellegrini: qui, al Borgo c’è sempre stato un via vai di forestieri che passavano per mille motivi. Nel 1882, il mercato del grano, che prima di quell’anno si teneva in Piazza Coluccio Salutati, venne spostato qui e le enormi stanze che vedete al piano terra erano usate come depositi e magazzini. Sotto le logge, avvenivano le contrattazioni: i venditori pesavano le merci e proponevano il prezzo, i clienti tiravano la cifra e, alla fine, si faceva l’affare.

Qualche anno dopo, nelle sere d’estate, questa piazzetta così chiusa, circolare e molto riservata si è
trasformata in un teatro a cielo aperto e si sono tenute delle rappresentazioni teatrali, interpretate da
artisti locali dilettanti ma molto bravi e applauditi da un pubblico formato non solo da Borghigiani.

    Buggiano

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