Oh, la scuola, alla nostra famiglia è sempre piaciuto andare a scuola, sapete! Col vento, col sole, col freddo e col caldo, abbiamo sempre volato in tutto il territorio: nell’aula della scuola, si insegnava a leggere e a far di conto, ma anche grammatica, latino, umanità e le buone maniere. Sì, come in tutte le famiglie, c’era qualche mio antenato un po’ ottuso e vagabondo, ma a scuola, però, ci sono sempre andati tutti.

Vi voglio raccontare del maestro di “Belle Lettere” di Buggiano che ricoprì l’incarico dal 1698; era presuntuoso, criticone ed assai ingenuo, si chiamava Giovanni Paolo Lucardesi; era un maestro di scuola, passato alla storia con il soprannome di Bietolone, per aver pronunciato uno sproposito e, da quel giorno, fu preso di mira da molti poeti della zona. Pensate che Paolo Francesco Carli, un poeta di Monsummano Terme, gli dedicò ben 33 poesie e le presentò all’”Accademia dello Scherno”, a cui erano iscritti poeti burloni, ostinati a perseguitare Bietolone. O casa avrà mai fatto per meritarsi tanto? Parlò di Cristo trino e pronunciò altri ignoranti sfondoni sulla religione, lui che era un prete!

Il Carli ci prese gusto e inventò molti versi pungenti, come questi:
• Quanti dice in latino ed in toscano / spropositi solenni in versi e prosa / Bietolon pedagogo di Buggiano.
• Viva il nostro galante e buon pretozzolo / venuto al mondo sol per farci ridere.
• Giunta l’ora fatale in cui dovea / Bietolon da Lucardo uscir di vita / La morte si trovò mezzo smarrita / Né come torgli l’alma ancor sapea.

C’è chi cinguetta che il povero Bietolone, morì prima del tempo, assillato dalle risa dei suoi sfondoni.

La scuola pubblica rimase a Buggiano Castello fino al 1776, anno in cui fu deciso di spostarla al Borgo, perché in pianura c’erano più bambini, considerando anche che il nostro comune comprendeva Ponte Buggianese dove risiedevano in molti. Come vi potete immaginare, non fu una decisione facile, perché gli abitanti di Buggiano Castello e del Colle si sentivano disprezzati e considerati di serie B, ma non ebbero scelta, e poi, piano piano capirono. A Buggiano, al Colle e a Stignano erano attive delle scuole, ma scarsamente frequentate.

(testo di Irene Giacomelli)

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